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Ogni generazione, un’entità diversa. L’intelligenza artificiale non ricorda chi hai scelto di essere — serviva un punto fermo, e l’ho costruito io.
Per la #envatochallenge “Human by Design” ho diretto Zoia, la mia entità AI, in una campagna reale per @candlestore candele artistiche dove la cera diventa pietra, legno, metallo. Non tutto ciò che è tecnicamente perfetto, è vero: l’ho imparato scartando ogni volto che non era più lei.
Realizzato interamente con @envato — ImageGen e ImageEdit per il personaggio, MockupGen per integrare il prodotto reale, VideoGen per l’animazione, VoiceGen per la voce, font e musica dalla libreria Envato. Montato con CapCut.
Creative direction: Antonio Lavorgna (@lavorgnantonio) × Zoia
Cliente: Candle Store
#envatochallenge #humanbydesign #AIcreativedirector #Zoia
“Quando l'AI dimentica chi hai scelto
Il momento "Human by Design" di questo progetto non è stato pianificato — è emerso
da un problema reale incontrato a metà lavorazione.
Il problema
Ogni generazione libera produceva un volto diverso: Zoia diventava, di fatto, un'entità
nuova a ogni immagine. Tecnicamente ogni risultato era valido — ma nessuno di essi era
davvero lei. L'intelligenza artificiale non ha memoria di un personaggio scelto: ricorda solo
un prompt, non un'identità.
La decisione
La scelta è stata costruire un master reference — un'unica immagine definitiva, selezionata
tra le prime generazioni per la sua qualità di "entità tra umano e virtuale" — e imporla come
ancoraggio a ogni generazione successiva, invece di lasciare che il modello reinterpretasse
il soggetto ogni volta.
È una decisione che l'AI non poteva prendere da sola: richiede un giudizio su cosa rende
un'identità riconoscibile e coerente, non solo su cosa è esteticamente riuscito.
"Ogni generazione, un'entità diversa. Serviva un punto fermo — l'ho costruito
io."
Altre correzioni umane lungo il processo
Un primo movimento video generato risultava troppo intenso e "inquietante" per una
campagna prodotto: il prompt è stato riscritto per un registro più sereno ed elegante,
senza perdere l'identità dark-editoriale.
Un secondo tentativo produceva un movimento oscillante e innaturale sulle mani:
corretto con istruzioni esplicite su cosa dovesse restare fermo, non solo su cosa dovesse
muoversi.
Il gesto delle mani è stato riscritto in chiave "rituale" — un'intenzione precisa, non solo
un'indicazione estetica — per dare significato al movimento invece di lasciarlo generico.
Maty's avatar
Zoia as a consistent AI identity across generations is a fascinating concept. How did you decide which visual traits had to remain recognizable?
Guoshuai's avatar
This is a very creative approach! I especially liked the way your scenes connect together. Looking forward to seeing more of your work in future challenges.
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